Pretrattamento chimico dei profili di alluminio

L’anodizzazione dei profili di alluminio consente di conferire resistenza alla corrosione ed elevate caratteristiche estetiche. I prodotti Alufinish permettono di migliorare il processo di pretrattamento.

L’alluminio è considerato da decenni un materiale particolarmente robusto, resistente e affidabile. Tuttavia, prima che il prodotto finale possa essere consegnato, sono necessari numerosi processi chimico-meccanici. In questo articolo, esamineremo il pretrattamento chimico necessario per l’anodizzazione, che prevede la creazione uno strato di ossido (ossido di alluminio) di almeno 15 μm di spessore che funge da strato protettivo e che può anche essere colorato grazie alla sua particolare micro-morfologia.

L’anodizzazione, rispetto alla verniciatura in polvere, permette di mantenere il tipico aspetto metallico dell’alluminio garantendo anche la protezione del prodotto finale. Se i profili di alluminio sono stati lavorati meccanicamente prima del processo di anodizzazione (con smerigliatura, spazzolatura, lucidatura, ecc.), è inoltre possibile ottenere superfici particolarmente decorative (es. tonalità bronzo, nero, oro e grigio).

Profili di alluminio disposti su bilancelle all'interno di un impianto di anodizzazione.
Profili di alluminio in attesa di subire un processo di pretrattamento all’anodizzazione.

L’alluminio è sempre ricoperto da uno strato di ossido naturale spesso pochi nanometri che impedisce la formazione di ossidi superficiali, ma solo un adeguato pretrattamento chimico consente di preparare la superficie alla successiva anodizzazione e di mantenere una superficie decorativa. Quali fasi di pretrattamento chimico sono necessarie per l’anodizzazione?

1. Sgrassaggio

Come suggerisce il nome, ciò comporta la rimozione di oli, grassi, polvere e residui della lavorazione meccaniche a cui sono stati soggetti profili di alluminio. A questo scopo sono solitamente utilizzati prodotti sgrassanti leggermente alcalini a base acqua (come Alficlean 152).

2. Satinaura chimica

Conformemente alle specifiche DIN 17611 e alla designazione della superficie E6, per la finitura decorativa opaca dell’alluminio si impiega anche un decapaggio alcalino a lungo termine. Durante il processo di finitura opaca si rimuove l’alluminio, per esempio con l’additivo Alfisatin 339/4, nascondendo così le imperfezioni superficiali esistenti (come i segni di estrusione) e rimuovendo i residui di ossido naturale dalla superficie di alluminio. Meno frequentemente, si utilizzano anche processi di lucidatura chimica se si vuole invece ottenere un elevato grado di brillantezza.

3. Rimozione delle impurità (o disossidazione)

Il processo di satinatura chimica precedentemente utilizzato lascia residui insolubili sulla superficie, che porterebbero causare un aspetto poco gradevole sul prodotto finale. Pertanto, per rimuovere questi residui dalla superficie si utilizzata acido solforico con speciali additivi come Alfideox 75. (È in questo caso possibile riciclare i tagli dei bagni di anodizzazione).

4. Anodizzazione

Durante l’anodizzazione, sulla superficie si forma lo strato di ossido che in seguito proteggerà il profilo dalla corrosione e dagli agenti atmosferici. Durante questo processo supportato dalla corrente elettrica in un bagno di acido solforico, si crea uno strato poroso di ossido di alluminio ceramico sulla superficie dei profili, che consente inoltre l’assorbimento dei coloranti. Anche l’opacità precedentemente ottenuta durante il processo di satinatura rimane sulla superficie. Alcuni additivi, come Alfinox 510, possono incrementare la durezza dello strato di ossido, favorire il successivo assorbimento del colore e far risparmiare corrente elettrica.

5. Colorarzione

Se il profilo deve rimanere di colore naturale (argento), questo passaggio è semplicemente saltato. Si possono tuttavia utilizzare processi di colorazione elettrolitica in cui i pigmenti metallici sono poi depositati nello strato di ossido mediante elettricità (ad es. colorazione nera con Alficolor 677). In alternativa si può utilizzare la tintura per immersione inorganica (con Alficolor Gold 602), che produce una colorazione dorata sulla superficie della finestra. Altre alternative sono i processi di combinazione e immersione con alcuni coloranti organici.

6. Fissaggio

Nella fase finale del processo, i profili per sono fissati. Più precisamente, si sigilla lo strato di ossido che presenta ancora i pori aperti. Questo processo, realizzato solitamente tramite sigillatura a caldo con speciali additivi sigillanti come Alfiseal 942, consente di ottenere una protezione di lunga durata, mantenendo allo stesso tempo l’aspetto estetico che si desidera conferire alla finestra.

Una volta che il profilo della finestra ha subito il pretrattamento chimico, esso è sufficientemente protetto e mostra le caratteristiche ottiche desiderate. I profili di alluminio anodizzato mantengono però il proprio aspetto estetico solo quando sono puliti regolarmente. La speciale pasta detergente Alupolish è l’ideale per questo scopo, poiché rinfresca i vecchi strati di ossido di alluminio e li conserva allo stesso tempo.

Alufinish Italia è al tuo fianco per fornirti le migliori soluzioni per l’anodizzazione dell’alluminio. Contattaci al +39 045 2456638 oppure su info@alufinish.it per discutere con noi dei prodotti più adatti alle tue esigenze.